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Tria Corda OdV

Puglia solidale. Cercasi imprenditori per nuove frontiere

L’esercito dei volontari cresce ma si muove in ordine sparso, con iniziative spontanee e frastagliate, senza una visione organica e razionale delle necessità presenti sul territorio. Ogni associazione coltiva il suo orticello. Così si creano eventi di solidarietà che spesso si sovrappongono generando confusione, quando invece occorre informazione e sensibilizzazione su temi specifici.

La razionalizzazione del welfare acquista nuova attualità e urgenza in ragione dei recenti impulsi offerti dalla legislazione regionale e nazionale. Qualche distinguo bisogna farlo. Per aiutare le famiglie povere la regione Puglia ha varato il reddito di dignità (RED) che dovrebbe diventare operativo in giugno. La legislazione nazionale invece è in itinere, sia per gli interventi sulla povertà, sia per il volontariato. Avremo un social act dopo il job act. Il Senato ha appena licenziato la riforma del terzo settore affidata ad una legge delega che ora tornerà alla Camera per le numerose modifiche apportate.

Un punto comunque resta fermo. Si riconosce al welfare soggettività giuridica. Nel concreto si attribuisce all’impegno del volontariato rango istituzionale (secondo l’Istat sono sette milioni gli italiani che offrono agli altri parte del loro tempo) in quanto promuove e preserva importanti diritti civili collaborando attivamente allo sviluppo economico del Paese. La crisi ha reso i diversi ancora più diversi mettendo alle corde i valori dell’eguaglianza. Il terzo settore può creare importanti ammortizzatori sociali e comunque permette di organizzare con più serenità il vivere-insieme, arricchendo di contenuti il significato etico del concetto di comunità. Questo alto ed oneroso compito, ora riconosciuto anche dal legislatore, rischia però di svilirsi, se non svuotarsi del tutto, in presenza di un associazionismo che si appiattisce sul welfare clientelare. Se si facesse opera di verità su questo punto avremmo un notevole apporto di chiarezza, utile sopratutto al Sud e alla Puglia poiché le deboli prospettive di crescita qui spingono ogni giorno di più verso i margini, dando al welfare compiti strategici rilevanti nella gestione delle sofferenze più critiche.

Se i tempi previsti dal Ministro per il lavoro e il welfare verranno rispettati dovremmo avere entro un mese l’approvazione della legge delega per il terzo settore e per fine anno quella per la lotta alla povertà: sarà interessante vedere come il RED varato in Puglia verrà coordinato con il SIA (sistema d’inclusione attiva).. La legge nazionale sulla povertà contiene una svolta concettuale importante poiché i primi 150 milioni di euro da investire arrivano da un accordo Governo – Fondazioni bancarie. Anche in sede nazionale prende corpo il tema del partenariato caro a noi di TRIA CORDA. La solidarietà diventa partecipazione attiva delle strutture portanti del sisterma economico: banche, fondazioni, enti pubblici. Viene avanti con forza l’idea dell'”impresa sociale” finanziata con un mix di soldi pubblici e privati. E’ interessante sottolineare che nella riforma del terzo settore è prevista la creazione di un soggetto nuovo, la “Fondazione Italia Sociale” che secondo la legge “dovrà realizzare e sviluppare interventi innovativi caratterizzati dalla produzione di beni e servizi senza scopo di lucro con elevato impatto sociale e occupazionale”.

C’è molta carne al fuoco, con concrete opportunità di svolta per un volontariato che abbia voglia di organizzarsi e crescere in qualità e autonomia. Ci preme sottolinerare che il polo pediatrico pensato a Lecce dall’Asl e da TRIA CORDA s’inscrive perfettamente per scopi sociali e assetto finanziario nelle coordinate predisposte dalla legge nazionale sul welfare. Se lo spirito d’impresa entra a gamba tesa nel terzo settore non sono più sostenibili caotici scampoli di solidarietà. Il welfare è all’anno zero di una nuova era e non possiamo farci prendere contropiede.. Senza un serio programma di riordino il volontariato che più ci sta a cuore, quello pugliese e salentino, rischia l’autogol proprio quando, tra globalizzazione e bassa crescita, c’è fame di eccellenze in ogni angolo del territorio.

Claudio Alemanno